L’ ALLUMINIO

L’ ALLUMINIO è uno dei metalli con riconosciuta pericolosità per la nostra salute, poiché è presente in molti alimenti e prodotti di consumo.

Interferisce con diversi processi biologico, come il metabolismo del calcio e, pertanto può indurre effetti tossici in alcuni organi e tessuti: il tessuto nervoso è il bersaglio più vulnerabile.

Nei soggetti sani l’alluminio ha una biodisponibilità orale molto bassa, ma le dosi assorbite si accumulano nel tempo.

Nei soggetti più vulnerabili come anziani, bambini o con patologie renali è tossico.

Gli effetti sul SNC e sul tessuto osseo sono osservati in soggetti con insufficienza renale, in dialis, sottoposti a nutrizione parenterale o professionalmente esposte.

Non ci sono dati recenti a sostegno del diretto coinvolgimento dell’alluminio con la patologia di Alzheimer, ma può aumentare la morte neuronale e lo stress ossidativo cerebrale.

La via primaria di esposizione all’alluminio è di origine alimentare per la concentrazione negli alimenti, da emissioni ambientali o in additivi il cui utilizzo è stato drasticamente ridotto dal 2011.

Esiste anche una contaminazione da utensili per migrazione agli alimenti, la contaminazione diventa marcata quando il contatto è con cibi acidi o contenenti sale.

Alcuni studi effettuati con alimenti avvolti in fogli di alluminio e sottoposti a differenti tipi di cottura, hanno dimostrato che l’elevata temperatura comporta l’aumento della concentrazione dell‘ alluminio nell’alimento.

I cereali, i prodotti a base di cereali, verdure, bevande e formule per lattanti rappresentano le principali esposizioni.

Una ulteriore può derivare dai prodotti per l’igiene della persona oltre che dai medicinali che lo possono contenere.

In Italia l’uso dell’alluminio è regolamentato dal DM del.76 del 18/4/2007.

Viene fortemente consigliata una prevenzione adeguata nell’utilizzo di materiali contenenti alluminio a contatto con alimenti acidi o salati.

È presente anche in prodotti cosmetici, come deodoranti.

Uno studio francese a riguardo (AFSSAPS) “Relazione tra cancro e ossido di alluminio” evidenzia che l’alluminio assorbito per esposizione quotidiana ad un deodorante contenente il 20% di cloridrato di Al (5% di Al) su pelle integra ha un assorbimento del 0,5%, sale al 18% in quella lesa.

Nell’uomo sono anche stati osservati casi di irritazione cutanea da cosmetici contenenti Al.

La maggior parte dei prodotti alimentari non trasformati contengono meno di 5mg/Kg, aumentano le concentrazioni nei prodotti trasformati 5-10mg/Kg come pane, torte, alcune miscele di alimenti da forno contenenti farine e zuccheri, nelle foglie di tè, tisane, cacao, spezie, in alcune verdure come lattuga, mais o spinaci.

Nei neonati le esposizioni riguardano alimenti e formule per neonati variabili da 0,6mg/kg per formule a base di latte, per settimana a 0,75 mg/kg di peso corporeo per quelli a base di soia.

La concentrazione varia nei diversi tipi marchi di formula e può aumentare anche di quattro volte rispetto alle concentrazioni medie.

Il DM del 18/ 4/2007 definisce e disciplina i contenitori di Al in relazione alla composizione e al tempo in cui gli alimenti possono venir messi a contatto e definisce i prodotti alimentari che possono essere messi a contatto con materiali, oggetti in alluminio e leghe di alluminio per tempi superiori a 24 ore a temperatura ambiente.

La prevenzione e la corretta informazione ci consigliano di evitare di graffiare i contenitori, perché si toglie la pellicola protettiva dell’alluminio anodizzato, evitare di conservarvi cibi acidi o salati, cibi cotti per lungo tempo, considerare eventuali fonti aggiuntive con il rischio di contaminazione delle catene alimentari. (Ministero della Salute)

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