OBESITA’ E DIABETE DI TIPO II

Abbiamo, come è noto, due tipi di diabete: il tipo I è una patogenesi autoimmune, provoca poca o nulla produzione di insulina e si cura con la somministrazione di insulina.

Il tipo II dipende da una predisposizione a sviluppare la patologia in cui l’insulina è molta, ma non viene riconosciuta, si diagnostica misurando la glicemia a digiuno con un valore maggiore di 126.

Esiste, per questa patologia una predisposizione familiare ed una tendenza all’obesità.

Altro rischio per sviluppare il diabete di tipo II è di aver sofferto di diabete gestazionale in gravidanza o di un peso alla nascita maggiore di Kg. 4.

Diabete di tipo II e obesità sono correlate allo stile di vita, sono, notoriamente, patologie dei paesi occidentali, industrializzati, si accompagnano anche allo sviluppo di ipertensione e, oggi, sono state unificate in un’unica patologia, chiamata Sindrome Metabolica.

La valutazione della circonferenza addominale maggiore di 102 cm. M e 88cm.F (valori americani), 94 cm. M e 80cm.F (valori europei) sono già indici predittivi di sviluppare ipertensione.

Oggi si tende a mangiare troppo, oltre ciò che serve realmente.

Si commettono errori correlati alle abitudini individuali, causa dell’aumento del peso che, in questa patologia, è un fattore da tenere sotto controllo e, tendenzialmente, da ridurre.

Vengono consumati, ad esempio, molti carboidrati, alcuni assumono un unico pasto serale che è tipicamente ingrassante, consumare la cena dopo le ore 20 porta ad obesità, poiché la cena è troppo ravvicinata al riposo notturno, l’insulina, la sera amplifica l’attività di trasformazione degli zuccheri in grassi.

Si è, inoltre, maggiormente attratti dai cibi grassi, anche l’abolizione della colazione porta ad un aumento del peso.

Gli alimenti che contengono fibre hanno una funzione metabolica importante, le fibre resistono alla degradazione alimentare, si trovano, ad esempio, nei legumi, cereali integrali, frutta e verdura.

L’assunzione di vegetali dovrebbe iniziare nei bambini per l’aumentato rischio di obesità in età pediatrica.

I vegetali andrebbero assunti ad inizio pasto, gli alimenti ricchi di fibre o che richiamano acqua, non sono molto calorici e risultano sazianti.

I grassi hanno un’alta densità energetica, vanno evitati quelli saturi e quelli trans, cosiddetti idrogenati, che subiscono una trasformazione industriale ad alta temperatura per allungare la scadenza degli alimenti come, merendine, margarina, patatine, cracker.

I grassi insaturi sono omega 3, omega6, protettivi per l’obesità, presenti rispettivamente nel pesce, verdure verdi, frutta secca, omega 6 nel mais, semi di girasole, mentre l’omega 9 si trova nell’olio di oliva.

Le bevande gassate fanno male, sono calorie aggiunte e sono ricche di fruttosio che non induce sazietà, mentre caffè e tè riducono la produzione di insulina.

L’acqua, invece, bevuta prima dei pasti, tende a riempire lo stomaco e ad indurre sazietà.

Un maggior consumo di proteine favorisce la perdita di peso, esistono proteine vegetali, contenute in legumi e cereali, che animali presenti nel latte, albume, carne e pesce.

La loro metabolizzazione comporta un elevato costo energetico, del 30%, lo stomaco si svuota più lentamente e si sviluppa più massa magra metabolicamente attiva.

Moderare il consumo di sale che induce il rischio di ipertensione ed il consumo di alimenti conservati.Lo stile di vita, integrato con l’attività fisica, la convivialità e la vita sociale, aumenta la qualità della vita, come è descritto nella piramide alimentare della dieta mediterranea.

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