IL GRIDO DEI NOSTRI SOLDATI DAI FRONTI OSPEDALIERI

Si comprano da soli le mascherine su eBay, le usano per più volte!

Ci sono 5000 operatori sanitari contagiati.

Non si sa bene quali farmaci utilizzare.

Sul territorio si fanno pochi tamponi e le persone malate condividono spazi ristretti con i familiari.

Non ci sono armi, non ci sono munizioni, si rischia di perdere tante battaglie, speriamo non la guerra!

Bisogna assicurare le giuste condizioni di protezione e sicurezza.

In Parlamento sono state presentate proposte di indennizzo per le famiglie di medici ed infermieri caduti vittime nella lotta contro il virus equiparati alle vittime della mafia.

Gli ordini territoriali rivolgono appelli sempre più pressanti al Governo:

“Mancano DPI, ventilatori, caschi C-pap, farmaci, tutto!”

Le normative e i protocolli italiani, prima dell’epidemia, prevedevano l’uso di mascherine con filtrante nei reparti di infettivi gravi.

(Testo unico anti- inortuni-2008- valutazione del rischio)

Di fronte al COVID-19, i libri professionisti, titolari di studi privati, a seguito del DPCM del 11-3-2020, hanno dovuto scegliere se lasciare a casa i dipendenti, usufruendo di ferie, permessi o cassa integrazione, oppure di dotarsi di dispositivi idonei.

Il DPCM prevede anche il distanziamento di almeno un metro nei posti di lavoro, dove questo non fosse possibile, ci si rifà al testo unico del 2008 Art.273 che prevede l’impiego di specifici DPI, procedure di eliminazione dei monouso, specifiche procedure di controllo e pulizia, inoltre, l’Art.274 recita “Prestare massima attenzione alla presenza di agenti biologici nell’organismo dei presenti e al rischio che tale presenza può comportare.”

I dispositivi, secondo la legge vigente, devono portare marcatura CE e divide i DPI in tre categorie, la terza salvaguarda da morte e lesioni gravi il personale e qui ci sono compresi ancora gli apparecchi di protezione respiratorie filtranti contro aerosol, liquidi, solidi o gas irritanti/pericolosi.

Ci sono buone Leggi, ma, di fatto, serve a poco se gli approvvigionamenti sono lenti e seguono ancora un iter burocratico poco fluido.

La visione degli esperti è ancora nebulosa e aggiustata giorno dopo giorno.

A rigor di logica, la scelta dei tamponi fatti al personale sanitario e agli asintomatici per trovare i potenziali portatori del virus, dovrebbe rappresentare la regola.

Aggiungo anche al personale che lavora nelle case di riposo, spesso non altamente qualificato e non equiparabile al personale sanitario.

I tamponi, i controlli, forse, avrebbero evitato tutte le morti tra gli anziani.

Si può sempre porre rimedio, evitando di perdere ancora tempo prezioso. Dobbiamo vincere la guerra combattendo uniti e chi ci guida deve avere ben chiaro l’obbiettivo da raggiungere in tempi brevi e lungimiranza nella pianificazione del futuro economico e sociale del nostro Bel Paese.

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