FASE 2 L’ITALIA E’ DIVISA

In Lombardia e nelle Marche l’assenza di nuovi casi si potrà verificare non prima della fine di giugno.

Nelle altre Regioni l’azzeramento dei contagi potrebbe verificarsi tra la fine di aprile e le prime settimane di maggio.

La fine dell’emergenza in Italia si prospetta con tempistiche diverse per le Regioni.

Dalle prime indiscrezioni le riaperture stabilite per la fase 2 sarebbero differenti in base alla diffusione dei casi.

Si configurano tre macro-aree: Nord-Centro-Sud.

La fotografia scattata a due settimane dalla possibile riapertura non è rassicurante, perché gli incrementi negli ultimi 7 giorni sono elevati anche nelle Regioni con basse percentuali di incidenza dei contagi.

Secondo le proiezioni dell’Osservatorio Nazionale delle Regioni, in Lombardia l’azzeramento di nuovi casi sarà non prima del 28 giugno, per Bolzano il 28 maggio, nonostante il numero di contagi osservati sia basso in valore assoluto 28 casi il 18 aprile, il trend dei nuovi casi sta crescendo con lentezza.

Nel Lazio e nel Sud si calcola l’azzeramento tra fine aprile e inizio maggio.

Un’eccessiva anticipazione della fine della chiusura potrebbe vanificare tutti gli sforzi fatti finora.

Per rallentare la diffusione del virus occorre ridurre la percentuale di crescita dei nuovi casi in maniera costante.

Oggi le divisioni che il modello propone in tre macro-aree non rispetta il rischio eventuale del contagio.

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