GLI ANZIANI AL TEMPO DI COVID-19

La solitudine è una prerogativa degli anziani, era già un problema sociale prima di SARSCoV-2.

Oggi il domicilio forzato presso le abitazioni senza la possibilità di uscire, anche per poco tempo, di occuparsi delle commissioni quotidiane come la piccola spesa sotto casa, il giornale o il caffè al bar per scambiare quattro parole con gli amici, ha reso l’isolamento opprimente, quasi patologico.

Non a caso sono aumentate le sindromi depressive nelle persone anziane e sono stati istituiti numeri dedicati per l’ascolto.

Molte di queste frequentavano centri per anziani o di riabilitazione motoria che sono state sospese per via dell’isolamento sociale, obbligatorio in era COVID-19, soprattutto per le persone anziane che sono più a rischio di contrarre il virus.

Tali attività sono molto utili e aiutano a mantenere viva la mente e il corpo con le attività di gruppo come i balli, le gite o i giochi di società.

Un’altra gioia negata è l’incontro con i nipoti che rallegrano gli anziani, li fanno sentire ancora utili quando li vanno a prendere a scuola o li portano al parco o li accompagnano alle varie attività sportive dopo la scuola.

Non tutti sono capaci di utilizzare internet, le webcam per poterli vedere e passare un po’ di tempo virtuale con loro.

Gli anziani sono un bene prezioso per le famiglie, molti sono stati portati via da questa orribile epidemia, ma per quelli rimasti tra noi dobbiamo fare tutto il possibile.

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