CORONAVIRUS E LA MALATTIA DI KAWASAKI

La malattia di Kawasaki determina un’infiammazione dei vasi sanguigni, prende il nome dal pediatra giapponese che la descrisse nel 1967.

Colpisce più di dieci bambini su centomila con meno di cinque anni di età.

Le cause, a oggi, non sono conosciute.

Esiste un’ipotesi che la farebbe ricondurre a forme virali e tra questi, fin dal 2005, era stata descritta la possibilità che si trattasse di coronavirus.

Oggi, con la pandemia di SARSCoV-2 sono stati descritti dei casi, ma non in numero elevato.

La pandemia colpisce tutti, anche i bambini, nonostante i dati di mortalità evidenzino che aumenta con l’aumentare dell’età.

Bisogna ricordarsi sempre di attuare le misure preventive, distanziamento sociale, indossare le mascherine e il lavaggio delle mani.

Le cause della Malattia di Kawasaki, come già detto, non sono note, ma nei maschi si presenta due volte in più che nelle femmine.

Le cause potrebbero essere infettive, potrebbe originarsi, quindi, da batteri o virus, non è esclusa anche una tendenza ereditaria che spiegherebbe come mai la malattia sia più frequente nelle popolazioni di origine giapponese.

Non ci sono, al momento, evidenze scientifiche che la Malattia di Kawasaki sia contagiosa.

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