FASE 2 NUOVO LOCKDOWN?

La nostra economia non reggerebbe un nuovo blocco delle attività produttive.

Nel caso di una ripresa dei contagi l’Istituto Superiore di Sanità ha predisposto alcuni criteri statistici i cui indici servono a monitorare i nuovi contagi e il loro andamento e poi degli algoritmi per la valutazione del rischio che servono a indicare la probabilità di ripresa dell’infezione.

QUALI GLI INDICATORI?

Gli indicatori sono di tre tipi

  1. Osservazione e monitoraggio della pandemia
  2. Capacità di accertamento diagnostico dei nuovi casi
  3. Stabilità di trasmissione e tenuta del SSN

Non ci sarà allerta se saranno in miglioramento il 60% dei nuovi casi censiti, il 60% dei nuovi ricoverati e il 60% dei ricoveri in terapia intensiva.

Deve anche essere in miglioramento il 60% dei nuovi casi censiti per comune, non basta un miglioramento quantitativo, ma anche qualitativo della vita.

Le regioni devono avere un miglioramento del trend clinico nelle RSA del 50%.

Tutto va bene, quindi, se gli indici sono e restano in miglioramento.

E’ importante anche la diminuzione in percentuale dei positivi riscontrata con i nuovi tamponi eseguiti e che non trascorrano più di tre giorni di attesa mediana tra il manifestarsi dei sintomi e la diagnosi.

COSA DOVREBBERO FARE LE REGIONI

Le Regioni dovrebbero dotarsi di personale specializzato per l’esecuzione dei tamponi, censimento dei positivi a cui è associata una verifica dei contatti stretti.

Si resterà nella fase 2 se gli indicatori di risultato mostreranno che

  1. Non ci sarà un aumento di nuovi casi
  2. Che R0 (tasso di contagio) resterà < 1
  3. Se non aumenteranno i casi settimanali.

Nei primi 15/20 giorni della Fase 2 è previsto un aumento di nuovi casi, ma per valutare un nuovo blocco devono essere analizzati tutti gli indicatori complessivamente, l’andamento in ogni regione, il numero di nuovi focolai.

Il focolaio si verifica quando si accertano due o più casi in un tempo e località noti.

Altri indicatori importanti sono 

  1. Stabilità dei nuovi casi non associati a catene di infezioni note, a questo 
  2. proposito sarà importante l’entrata in vigore della up allo studio
  3. Accessi di pazienti COVID in pronto soccorso con trend in diminuzione, del 50%< del 30% dei letti occupati in terapia intensiva, < del 40%

 dei letti in pneumologia occupati da pazienti COVID.

Le tre voci relative ai reparti ospedalieri sono importanti per analizzare la tenuta del SSN.

Sulla base delle premesse può succedere che si possano alterare due indici su tre tra aumento di nuovi casi COVID, R0>1, aumento dei focolai.

In presenza di trasmissione diffusa il rischio si alza e si richiude tutto.

Altra ipotesi che porterebbe un aumento del rischio è l’aumento di nuovi casi nelle RSA e sovraccarico delle strutture sanitarie.

Share your thoughts