LE SCUOLE E LA RIAPERTURA

In Europa, in alcuni paesi come Francia, Paesi Bassi, Danimarca, le scuole sono già aperte mentre altri stanno ancora programmando le riaperture, per l’Italia, sappiamo che è prevista a settembre.

Quanto sono suscettibili i bambini al coronavirus?

La Cina ha registrato casi nel 2% delle infezioni segnalate relative a bambini, negli USA, i casi riguardano soggetti di età inferiore ai 18 anni.

Gli studiosi, al momento, non sono concordi sul fatto che i bambini abbiano meno probabilità di contrarre e diffondere il virus.

Secondo alcuni ricercatori i bambini sarebbero a minor rischio di contrarre l’infezione, altri ritengono che siano stati più protetti e meno esposti degli adulti al virus con la chiusura delle scuole e poi non vengono sottoposti con frequenza ai test.

Uno studio cinese condotto a Shenzen, i bambini in famiglie COVID-19 positive, anche di età inferiore ai 10 anni, avrebbero le stesse probabilità degli adulti di contrarre la malattia senza sviluppare gravi sintomi.

In altri paesi come Corea del Sud e Italia, in cui sono stati eseguiti tamponi anche ai bambini, sono stati rilevati bassi tassi di infezione.

A Vò, nei bambini sottoposti a tampone, di età inferiore ai 10 anni, non è stato trovato nessun caso, 13 di questi avevano anche contatti familiari COVID-19 positivi.

Il ruolo dei bambini

Un aspetto non ancora chiaro è il ruolo che i bambini esercitano nella modalità di trasmissione del virus.

Studi recenti condotti all’Università di Medicina Charite di Berlino e un altro a Ginevra, evidenziano che i bambini presentano la stessa carica virale degli adulti e quindi sono contagiosi.

Tutti concordano che la sintomatologia nei bambini è lieve se non assente e che non siano i primi portatori del virus come succede per l’influenza, ma che lo contraggano dagli adulti.

Il fatto che i bambini siano asintomatici portatori del virus pone il problema di ripensare le attività che si svolgono all’interno di asili, scuole, centri estivi.

Le mascherine sono un presidio utile per insegnanti ed educatori, dove non sia possibile mantenere il distanziamento sono fruibili anche dai bambini, ad esempio, in laboratori o attività ginniche.

Formare le classi con un numero minore di bambini, prevedere dei turni per le mense o aumentare i locali per il servizio, nei centri estivi vanno favorite le attività a minor rischio, per questo servono spazi più ampi, più educatori e più insegnanti.

La scuola è importante per la formazione e non può essere sostituita dalla didattica on line, la presenza e il rapporto diretto con gli insegnanti forma un legame importante per l’apprendimento. Tutto va predisposto tenendo conto dell’andamento dell’epidemia, degli eventuali focolai da individuare e circoscrivere tempestivamente.

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