COVID-19 QUANTO DURANO GLI EFFETTI?

Alcuni pazienti, a distanza di tempo, presentano ancora sintomi e anche se l’infezione è stata contratta in forma lieve.

Gli Esperti, in un primo tempo impegnati soltanto a far fronte all’infezione, oggi si occupano del controllo di chi ha contratto la malattia.

A Los Angeles, nella University of Southern sono state studiate TC polmonari di diversi soggetti che, a distanza di 12 settimane dalla dimissione presentavano danni polmonari nel 56% dei casi.

A tale proposito va ricordato uno studio fatto per l’epidemia di SARS a Pechino che ha seguito dal 2003 al 2018 71 persone affette da SARS e dopo 15 anni il 4,6% presentava ancora lesioni ai polmoni ben visibili e il 38% ridotta capacità di ossigenazione.

A 10 anni di distanza, dal punto di vista cardiovascolare e delle patologie cardiache, il rischio per i pazienti che hanno avuto la polmonite, a 10 anni di distanza, è aumentato.

Per meglio capire l’attuale situazione, a Londra, la British Foundation, seguirà per 6 mesi i pazienti ricoverati con COVID-19 e lo studio seguirà alle dimissioni 10.000 pazienti per un anno.

Non sono ancora chiare le conseguenze dell’infezione a livello neurologico, come perdita di memoria o stato confusionale e neppure il problema della stanchezza cronica e malessere generalizzato presenti anche in pazienti con forme non gravi.

Si sta quindi lavorando, con i dati raccolti, alla stesura di Linee Guida Cliniche per migliorare la gestione dei pazienti ma gli Esperti sanno bene che per attuarle bisognerà raccogliere ulteriori dati e ci vorrà ancora del tempo.

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