Inquinamento e salute

Esistono delle relazioni molto strette tra l’inquinamento ambientale e la salute. Molte sostanze contaminanti persistono nei terreni e nell’ambiente, si concentrano negli organismi viventi e negli alimenti. Alcuni composti chimici sono presenti e rilasciati dai terreni, benché il loro utilizzo sia stato vietato da tempo per esempio i policlorofenoli, mentre le diossine vengono prodotte da processi di combustione e sono tra gli interferenti endocrini più potenti, come anche fungicidi ed erbicidi utilizzati e rilasciati nell’ambiente. Esiste in Europa un piano di sorveglianza per quanto riguarda l’esposizione alimentare e ambientale dei pesticidi. Ultimamente anche le sostanze usate nei prodotti di largo consumo come gli additivi delle plastiche (ftalati, bisfenoli, parabeni) sono diventate prioritarie nel programma di revisione delle sostanze utilizzate in Europa. Alcune, poi, sono sostanze naturali immesse sotto forma di additivi nei mangimi animali come lo iodio, per minimizzare il rischio di assunzione attraverso le uova, il latte, in particolare per i bambini. Le sostanze che possono interagire con i meccanismi di sviluppo hanno una specifica attenzione per i bambini che, dal feto fino al compimento dell’adolescenza sono spesso esposti a rischi ambientali maggiori di quelli degli adulti , perché sono legati, per esempio, al maggior consumo di acqua e di alimenti rispetto alla massa corporea che fa in modo che il bambino abbia più possibilità di un adulto di assumere contaminanti rispetto ad un adulto esposto agli stessi livelli negli alimenti o nell’ambiente. I bambini piccoli che gattonano e portano le mani alla bocca, hanno una maggior esposizione ai contaminanti presenti nel suolo, nella polvere e sulle superfici domestiche. I bambini non hanno sistemi metabolici ed enzimatici formati e, quindi, sono in maggiore difficoltà nell’eliminazione di sostanze come pesticidi o xenobiotici.

I bambini non sono dei piccoli adulti! I pesticidi sono sostanze molto diverse come struttura chimica e meccanismi di azione, sono comunque sostanze pericolose perché progettate per nuocere ad insetti, funghi, erbacce che minano l’agricoltura intensiva. I pesticidi controllano i parassiti agricoli e tutelano la qualità e quantità della produzione alimentare sia per l’uomo che per gli animali da allevamento. Oggi, grazie alla ricerca, si sono messe in luce relazioni tra pesticidi e patologie tiroidee ed anche che gli effetti di tale esposizione, si possa manifestare nel tempo. Dal 2012 il Ministero dell’Ambiente e per la Tutela del Territorio ha diffuso un opuscolo: “Conosci, riduci, previeni gli interferenti endocrini, un decalogo per il cittadino”. L’obbiettivo è di informare il cittadino su comportamenti da adottare in merito alla possibile esposizione ad alcune sostanze largamente presenti in oggetti di uso quotidiano. La conoscenza delle fonti di esposizione e delle possibili scelte alternative esistenti, mette il cittadino in grado di adottare comportamenti consapevoli, riducendo il rischio, in attesa di nuove normative su queste sostanze. Il Decalogo, poi, informa in modo chiaro e sintetico il cittadino, per la prima volta in Italia, sulle normative Europee vigenti che regola l’utilizzo di ogni sostanza utilizzata.